Scrive il lista di discussione una cliente di Banca Popolare: ” …a fine mese la banca popolare mi costringe a sostituire il mio bancomat non scaduto e a prendere un nuovo bancomat con l’identità digitale. Io non voglio sottostare a questo obbligo. Sapete consigliarmi qualcosa sul da farsi?”
Risponde Michele Bottari, autore di “Come sopravvivere al digitale” (Terra Nuova 2019):
La tua contrarietà è più che legittima. Quello che la tua banca sta facendo non è una semplice sostituzione di una carta, ma un obbligo di adesione a un sistema (l’identità digitale, probabilmente SPID o CIE) che tu non hai scelto liberamente.
Questo non riguarda solo la comodità. Riguarda un principio fondamentale: il consenso informato e la libertà di scelta in materia di identità digitale.
La prima cosa da sapere è: non possono obbligarti ad attivare l’identità digitale per un servizio essenziale come il conto corrente e il bancomat. Possono incentivarla, ma non renderla obbligatoria se non esiste un’alternativa equivalente. Questo potrebbe violare i principi di proporzionalità e di libera scelta del consumatore. Per esperienza personale su altri argomenti (l’uso dell’app della banca) ritengo che in banca abbiano previsto soluzioni alternative, ma che facciano pressioni sui clienti per far loro aderire al programma standard.
Suggerisco di muoverti in più fasi:
Fase 1: Chiarificare e Mettere Per Iscritto (Oggi) Richiedi il Regolamento e le Modifiche Contrattuali. Scrivì una mail o PEC (meglio) alla tua banca, chiedendo:
– La comunicazione ufficiale che obbliga alla sostituzione del bancomat.
– Il nuovo regolamento di conto e le condizioni contrattuali aggiornate che menzionano l’obbligo dell’identità digitale.
– Chiarimenti scritti su quale servizio col bancomat tradizionale verrebbe a mancare senza identità digitale, se esiste un’alternativa funzionale equivalente (es. accesso con credenziali classiche, app senza SPID, servizio in filiale).
– In base a quale norma di legge o regolamento bancario si basa questo obbligo.
Fase 2: Opporre una Resistenza Informata (Appena Ricevuta la Risposta) Prepara una Contro-Comunicazione. Basandoti sulla loro risposta, scrivi una mail formale (meglio PEC) al Servizio Clienti e all’Ufficio Legale della banca. Ecco alcuni argomenti chiave:
– Mancanza di consenso: Sottolinea che stai subendo una modifica unilaterale e sostanziale del contratto, che limita la tua libertà di scelta su uno strumento (l’identità digitale) che raccoglie e gestisce dati sensibili.
– Proporzionalità: Chiedi come sia proporzionale obbligare un cliente che usa un bancomat fisico (operazione offline) ad aderire a un sistema di identità digitale online.
– Riferimento all’Autorità: Cita l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) e l’Agcom, ricordando che le pratiche commerciali aggressive e le modifiche unilaterali scorrette sono sanzionabili.
– Proposta alternativa: Dichiara esplicitamente che rifiuti l’attivazione di qualsiasi servizio di identità digitale e che richiedi la sostituzione della carta con un bancomat funzionalmente identico al precedente.
Fase 3: Cambiare banca
La minaccia di portare via il conto è l’arma più potente.
Documenta tutto. Ogni chiamata, ogni mail. Usa la PEC quando possibile.
La tua leva è il conto. Le banche hanno paura di perdere clienti, soprattutto se motivati e pronti a fare “rumore”.
Non arrenderti alle pressioni. Frasi come “Lo fanno tutti”, “È per la sua sicurezza”, “È più comodo” sono strategie di vendita. La sicurezza e la comodità non possono essere imposte senza alternativa.